Claudio Marchisio ha probabilmente sbagliato, ma i cattivi maestri non mancano

Avviso ai naviganti, a coloro che non in questi casi “non sapevano”, “non avevano capito”: votare Lega Nord equivale sempre più ad affossare l’Italia. Tutto è ancor più chiaro dopo l’ultima festa della Repubblica.
Per carità, è certo, la parata del 2 giugno non allevierà la crisi economica, non garantirà le pensioni a tutti, non aiuterà a far arrivare alla fine del mese quanti stringono la cinghia, ma è un tributo di noi tutti, della Nazione, a coloro che ogni giorno sfidano le difficoltà per garantire sicurezza e la pace di tutti, in onore di chi per noi perse la vita, è una festa nella più grande festa dell’Italia, di noi tutti.
Sono fra quelli che per il 2 giugno regalerebbe ai ragazzini delle elementari una giornata indimenticabile a Roma, con la bandierina tricolore; trarrebbero probabilmente un insegnamento per tutta la vita. Con i valori non ci si riempe la pancia, ma si sta insieme, si cresce considerandoci una grande famiglia. I valori non sono negoziabili e riconoscerci italiani è un valore. Il rispetto per l’altro, la sussidiarietà, l’aiuto a chi ha meno passa anche da qui.
Ma ora è giusto che il Ministro dell’Interno manchi a Roma il 2 giugno e con lui tutti i rappresentanti leghisti? E’ ortodosso che magari questo Ministro fugga dall’Inno nazionale? In Maroni, leghista, Ministro della Repubblica, Italiana, c’è una contraddizioni di termini. Questo tentativo di marcare sempre la differenza fa male al Paese, non è nemmeno più sottotraccia, una volta lo porta avanti l’uno, l’altra volta l’altro, ma è un tentativo continuo e istancabile di marcare la differenza. E’ l’ora che soprattutto nel centrodestra qualcuno metta dei paletti.
Io sto con Napolitano che tiene la schiena dritta.
In questi giorni un calciatore della nazionale, Claudio Marchisio, benestante classe ’86, si è probabilmente reso protagonista di un brutto quanto leggero gesto, ha in poche parole vilipeso l’inno della nazionale di cui vestirà i colori al mondiale.
”Nessuna frase offensiva, semplicemente ero fuori tempo con la banda e il mio labiale puo’ essere sembrato non in sintonia con l’inno”, Marchisio si è così giustificato. Lui sarà pure un ragazzo, ma i cattivi maestri non mancano.
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