Piombino: SEL si legga attentamente la legge 194

SEL si legga attentamente la legge 194
Riteniamo doveroso intervenire, dopo alcune affermazioni a nostro avviso profondamente incoerenti apparse sulla stampa, a commento dell’iniziativa tenuta da Sinistra ecologia libertà di Piombino sulla pillola RSU 486 e sulla legge 194.
Al di là delle opinioni personali di ciascuno, che noi doverosamente rispettiamo, pur essendo dichiaratamente antiabortisti, vorremmo sottolineare un passaggio di Sel che ci ha lasciato alquanto sconcertati.
Il riferimento è alle testuali parole: “è emerso anche come l’aumento dei medici obiettori e la crescente riprovazione sociale, costituiscano un grave passo indietro nella crescita civile e culturale del nostro paese”.
Vorrei ricordare agli amici di Sel, che la libera scelta è il punto cardine di una società impostata sulla democrazia di fatto, dove ciascuno ha la possibilità di esprimere il proprio dissenso su questioni etiche e morali, ma non solo, attraverso anche il proprio comportamento.
L’obiezione di coscienza è un diritto, che soprattutto l’area culturale da cui supponiamo che una parte di Sel provenga, ha sempre sostenuto ed esercitato, vorrei ricordare ad esempio che ciò accadeva quando il servizio di leva era obbligatorio, per cui fu promulgata la “ legge Marcora” (legge n° 772 del 15 dicembre 1972) e che per quanto riguarda i medici ginecologi è disposta dall’art 9 della legge 194 del 22 maggio 1978.
La nostra non vuole essere una polemica ne tantomeno una difesa d’ufficio per gli obbiettori, ma esclusivamente un atto di chiarezza a sostegno di un principio democratico nel quale noi profondamente crediamo.
Ricordiamo, che senza il contributo dei cattolici impegnati in politica, la legge 772 del 1972 sull’obiezione di coscienza e la legge 194 del 1978 sull’ interruzione volontaria della gravidanza, non sarebbero potute essere promulgate, dato che all’epoca le maggioranze parlamentari erano chiare e limpide.
Pertanto inviterei gli amici di SEL di Piombino, nonché il loro leader nazionale Nichi Vendola (dichiaratamente contro i medici ginecologi obiettori in Puglia), a rileggersi adeguatamente la legge sull’IVG ed ad interpretarla in modo corretto, dato che ne sono legittimamente strenui difensori.

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