Piombino: Il capitale umano di ATM non si può svendere

La nuova società di trasporto pubblico locale che ingloberà la nostra ATM può essere un’opportunità per il trasporto pubblico locale, perlomeno è quello che tutti si aspettano, lavoratori compresi, certamente è opportuno che non si stravolgano i rapporti rispetto al passato.
E’ impensabile che non possano esserci dei cambiamenti nella conduzione societaria, è ovvio che ciò accada, ma non devono esserne i dipendenti a farne le spese, altrimenti sarebbe difficile far decollare serenamente tutta l’operazione.
Non è il momento di rivangare il passato cercando di elencare le problematiche che ci sono state all’interno di ATM che hanno in parte destabilizzato i rapporti all’ interno dell’azienda, perlomeno nella fase precedente all’ultima gestione, allo stesso tempo non possiamo neanche credere che il nuovo corso possa iniziare con il piede sbagliato.
Lo abbiamo detto senza timori che ATM è stata gestita male, allo stesso modo abbiamo sostenuto che la prospettiva di accorpamento con altre aziende sarebbe stata una soluzione per far sopravvivere il trasporto pubblico locale, anche stavolta non ci sottrarremo da valutare in modo attento gli sviluppi che sta avendo la trattativa fra nuova società e sindacati per tutelare gli interessi del servizio sul nostro territorio e dei lavoratori piombinesi.
Non accetteremo svendite in nessun senso, l’ATM non è certamente il fiore all’occhiello delle aziende partecipate, ma il suo valore in termini di capitale umano è un patrimonio importante della nostra comunità.
Il nostro auspicio è che si possa trovare un’ accordo che accontenti tutti e che non penalizzi troppo il nostro trasporto pubblico locale ed i lavoratori dell’ATM rispetto al passato.

Piombino: Facciamo qualcosa contro il vandalismo gratuito

Ancora atti di vandalismo oltre agli episodi di Via Colombo e Via Boccaccio, anche in Via Cavalleggeri nell’ultima settimana sono stati spaccati con sassate i vetri di 3 auto.
Purtroppo fenomeni di questo tipo si moltiplicano in città, nonostante i controlli delle forze dell’ordine, che chiaramente fanno quello che possono, ma ovviamente non riescono ad essere ovunque nello stesso momento.
I cittadini colpiti chiedono reazioni forti da parte delle Istituzioni, ma le soluzioni a disposizione sono poche e difficilmente si possono trovare i responsabili, che di solito colpiscono nel buio ed in zone appartate.
Se un deterrente esiste, al di là di stimolare a tutti i livelli il rispetto per le cose altrui, sarebbe un sistema tipo “Grande Fratello” con il controllo tramite telecamere delle zone più critiche della città.
Chiaramente ciò implicherebbe problematiche sul diritto dell’essere umano a tutelare la propria vita privata, nonostante esistano norme specifiche in materia di privacy.
In molte realtà sono già state introdotte telecamere per garantire la sicurezza sul territorio, peraltro anche per il controllo del traffico sono ampiamente utilizzate, bisogna riflettere attentamente sull’eventualità di poterle introdurre eventualmente anche da noi.
L’utilizzo sarebbe molteplice, non solo per gli atti vandalici, ma anche per garantire la sicurezza in genere.
Questa è una riflessione e non una proposta concreta, d’altronde un controllo serrato del territorio di questo tipo può essere possibile solo con il supporto autorevole dei cittadini, è opportuno che si eviti di dare la percezione che si stia istaurando uno Stato di Polizia.
A nostro avviso è il momento di introdurre questo argomento nel dibattito pubblico locale, o perlomeno al di là delle opinioni di ciascuno, capire che tipo di interventi possano essere attuati per limitare il ripetersi di atti di vandalismo gratuito da parte di balordi che arrecano inutilmente danno alla nostra comunità.

Pisa. Le amministrazioni PD favoriscono gli interessi privati a discapito della salute dei cittadini

Nel silenzio assoluto delle amministrazioni interessate (comuni e provincia) ed all’insaputa della maggioranza della popolazione, si sta di nuovo assestando un duro colpo alla tutela ambientale con ulteriori, gravi rischi per la nostra salute: tre nuove strutture di incenerimento dei rifiuti (chiamati piorogassificatori, dissociatori molecolari o gassificatori) sono in fase di istruttoria o in attesa di autorizzazione, da parte dell’amministrazione provinciale, in un raggio di circa 10 km e, precisamente, a Castelfranco di sotto, Vicopisano e Pontedera. Questo in un quadro nel quale l’amministrazione provinciale è largamente inadempiente rispetto ad un piano organico di localizzazione di tali impianti, non dispone di una valutazione oggettiva dei carichi inquinanti presenti e futuri per nuovi insediamenti di trattamento termico dei rifiuti ed in assenza di un piano interprovinciale che non è stato ancora approvato. D’altro canto il tempo impiegato per portare le pratiche a compimento, eccezionalmente breve, la dice lunga sulla volontà dell’amministrazione provinciale di giungere il più presto possibile a chiudere la questione. Non è certo la prima volta che, nel corso degli anni, ci troviamo a denunciare la scellerata gestione del territorio anche dal punto di vista della tutela ambientale ma, evidentemente, i poteri forti contano di più della difesa della salute dei cittadini. Anche in quest’occasione, pertanto, non stiamo certo a “parare il sacco” e, per questo, il rappresentante in consiglio provinciale dell’UDC ha presentato una apposita mozione per far emergere tutta la verità sulla vicenda e per salvare quanto ancora è salvabile. La mozione sarà trattata nel pomeriggio di martedì 20 luglio nella sala consiliare della provincia. Se hai interesse a conoscere la verità ed a tutelare la tua salute, cerca di essere presente: lamentarsi dopo non serve a niente.

Giovani e Tremonti: quando la malpolitica butta nelle strade!

Mentre il Tremonti jackpot della manovra è fermo a 24 miliardi di euro, avendo in modo miope gambizzato i soli noti, nessuno ha pensato a quelle persone umili, usando un eufemismo, che non ci tengono ad apparire… quei fenomeni che se hanno una barca di dodici metri, la tengono sapientemente nascosta intestata al mitico prestanome del momento: infondo si.. avrà pensato dall’alto del suo pallottoliere Giulio, un po’ di riconoscenza per quei bravi cittadini che costruiscono ville senza avvertire nessuno, solo perché non vogliono caricare di lavoro gli uffici già congestionati di tutta Italia. Come biasimarli? E poi, rispetto a duecentocinquanta miliardi, i ventiquattro che vi chiede Tremonti cosa sono? Spiccioli, Spiccioli.
Stamattina, complice il caldo, sono uscito di stanza un po’ prima… la spiaggia libera poteva attendere qualche oretta. Spero non la vendano nel giro di pochi minuti; allora in attesa di vedere gli orari di una retrospettiva fotografica, nella famosa strade delle buche (preciso che ero Pisa), ecco passando da Borgo Stretto, la strada di mattina era solitamente vuota. Poi ecco da piazza Vettovaglie. Ecco giungere una musica che nel silenzio della via vuota accentuava e accompagnava nel viaggio. C’era un musicista: un ragazzo (?) sui 20-25, insomma classe ’84; giusto qualche anno piu di me. Era li con la chitarra che cantava De Andrè da dio. La sua faccia mi era familiare e la mia doveva esserlo per lui. Finita la canzone si avvicina e ci riconosciamo: un mio compagno delle scuole medie che ribeccai nel 2006 ai test di ingresso in università. Proprio Lui. Certo magari all’epoca si era più magro, piu bello e con piu capelli… ma era lui il musico della piazza. È un po’ imbarazzato, gli chiedo di automettersi in pausa e far due parole. Lui accetta, ma non prima di aver raccolto qualche spicciolo messo li dai turisti annoiati, i soliti nipponici che trovi a tutte le ore… Al bar parlottiamo un po’ finché non vado dritto al punto: “Perché sei in Piazza a suonare con una chitarra?”. Insomma sei un mio coinquilino di “scalate” e sono conscio perché consapevole su me stesso, che stacchi un bel biglietto per il lavoro nero, se il panorama circostante e desolante. Beh ecco, lui inizia a raccontarsi… sembrava la fotocopia di quanto ho gia sentito in questo anno di Cisl..

Sento una storia classica dei nostri giorni: laurea con lode in (udite udite)mera poi passato ad ingegneria, stage non rinnovato, call center di tamponamento, call center di resistenza, call center come precario impiego stabile, fanculo al call center. Colloqui promessi e non sostenuti. Centinaia di curricula inviati. Rientro a casa dai genitori: la sintesi delle peregrinazioni e disgrazie di un precario del nuovo millennio. La sua chitarra, da strumento per rimorchiare nella gita di scuola, da passatempo e momento di evasione, è diventata la sua busta paga.
Ci siamo salutati così, senza neanche prometterci di rivederci (non sia mai, avrà pensato lui) e poi ho proseguito con i miei pensieri, roba che ti vien voglia di mangiarti Il Tirreno se leggi i titoli dei soliti noti che giorno dopo giorno stanno fottendo con acrobazie incredibili, quanto resta di questa repubblica sonnacchiosa e senza timoniere. La chiameranno rassegnazione generazionale, ci faranno su qualche filmetto ben fatto.. ne parleranno sociologi e addetti ai lavori.
Come una sorta di nastro adesivo con la scritta Fragile.. mi sono dato un bel in bocca al lupo e ho iniziato la mia estate.

Christian Condemi

I centristi danno lezioni di democrazia: nuovo attacco a favore del voto di preferenza

In questa tornata elettorale per le regionali i cittadini toscani sono stati gli unici, in tutta Italia, ad essere stati privati del diritto di scegliere i propri rappresentanti mediante il voto di preferenza. Come per le Europee, protagonista di questa battaglia è stato l’UDC. Idv, PD, PdL e Lega non sembrano più di tanto interessati a garantire la democrazia… a parte qualche intervento di singoli. Il primo atto di questa legislatura da parte dell’UDC toscano è la proposta di legge sulle preferenze in modifica alla Legge regionale 13 maggio 2004, che le aboliva.

La cancellazione del voto di preferenza è di fatto un restringimento degli spazi di democrazia, e di libera scelta da parte degli elettori, e affida ai vertici dei partiti il diritto assoluto di individuare chi far eleggere, in pressoché totale e scontata sicurezza, nell’istituzione.  

L’utilizzo dello strumento “primarie”, per individuare prima del voto, l’ordine nelle liste dei candidati, e di conseguenza per attribuire le “possibilità” di elezione da parte dei candidati stessi si è dimostrato insufficiente e insoddisfacente: è limitato ricorso alle elezioni primarie (3,79%) rispetto a quelle generali (60,7%); spesso le segreterie di partito appoggiano propri candidati rendendo difficile l’emergere di altre linee.

Ma c’è un ultimo problema che ancora sarebbe da affrontare democraticamente: la ripartizione del voto di preferenze in provincie. I candidati di provincie più popolose hanno più chance di essere eletti. Non basterebbe far si che i voti di preferenza siano proponibili con un’unica lista regionale? Del resto si vota per tutta la regione… non potrei preferire un candidato non della mia provincia? Il problema è di democrazia anche per i candidati. Cosa ne pensate?

In consiglio regionale, suona l’inno di Mameli e la Lega sparisce

I Consiglieri del Carroccio assenti in aula durante l’esecuzione dell’inno di Mameli in apertura dei lavori della seduta dell’assemblea regionale toscana.  I quattro consiglieri della Lega Nord rientrano in aula subito dopo l’esecuzione. Questa volta non ce l’hanno fatta a resistere.
La Lega Nord dimostra ancora una volta tutta la sua sfaciataggine e contraddizione. Siede sui banchi delle istituzioni dello Stato criticandone le fondamenta stessa. Sarebbe accettabile da un moviemnto separatista, non da un partito della Repubblica. Ma la Lega è così, unico partito di governo e di opposizone allo steso tempo. Governa e riesce a dire “Roma ladrona” facendo pensare che siano solo gli altri a rubare.
Per i leghisti toscani, però, “l’assenza in aula durante l’esecuzione dell’inno di Mameli è stata solo una coincidenza”. Un tatticismo al quale siamo abituati. Il capogruppo del Carroccio, Antonio Gambetta Vianna dice che  “Non nego che questa coincidenza ci sia piaciuta. Magari, in futuro, questa nostra assenza al momento dell’inno potrebbe pure ripetersi”.
Qualcosa di simile sarebbe accaduto il 30 giugno scorso a Monza, per il primo anniversario della costituita provincia brianzola. Alcuni sindaci e assessori leghisti si sarebbero tolti la fascia tricolore al momento di ascoltare l’inno, in qualche caso abbandonando perfino il palco delle autorità. Ma ovviamente è arrivata la smentita…
Insomma si, la Lega gioca a prenderci in giro, a lanciare il sasso e a nascondere la mano. Un gioco che vorrebbe facilmente raccogliere il voto di tanti delusi della politica italiana (ma chi governa non è la Lega?; dunque la Lega come “partito degli incazzati“. Ci lasciamo comuqnue con le parole sicure e registrate del viceministro Roberto Castelli: “se non riusciremo a fare il federalismo, faremo la secessione”. Ci basta questo per camminare verso il partito della Nazione… il resto è folkrore padano.

Buche nelle strade: metafora di un Paese che non va

Ho sentito alla radio che il Sindaco di Pisa diceva che le buche, nelle strade: sono il simbolo dei tagli ai comuni. Quel simpatico primo cittadino si trovava a Firenze, stava andando dalla sede della Regione di via Novoli a quella di via Cavour. Quante buche! Ecco il cittadino che si fa cittadino, questa mi mancava… ma con la differenza che lui fa il Sindaco, mix di oneri e opportunità da sviluppare insieme alla propria comunità, spesso la prima che resta fuori dalle scelte di un territorio intero… oppure fa eco, se abbaia un po’, come quelli del no-tav.

Ad ogni modo, allora dovrebbe protestare pure Matteo Renzi, per le sue buche… e ognuno pensi alle buche sue… perché io certe vie a Pisa, non le ho mai viste asfaltate da sempre, quasi se le buche facessero parte di un maquillage urbano, quello che però non si evolve mai, purtroppo ad evolversi ci pensano solo le telecamere per multarti e le tariffe per fare cassa, e non credo nemmeno che questi siano argomenti da ruspanti grillini d’assalto per capirli a fondo.

Ma il discorso a più ampio raggio se lo estendiamo su un intero sistema paese non cambia di certo, magari con peculiarità di problemi più o meno differenti, ma sempre con il medesimo comune denominatore ad un conservatorismo diffuso, che fa comodo a molti, e con la chimera delle riforme, tirata fuori all’occorrenza qua è la.

Quindi è sempre colpa che abbiamo avuto la classe politico sindacale peggiore degli ultimi dieci anni? Che abbiamo avuto al potere sempre “avanzi di segreteria” nominati e distanti? Storie di ieri e di oggi, che camminano di pari passo… per le stesse buche… cosa si deve aspettare una persona semi normale… che voglia saltuariamente scuotersi dal torpore in cui incombe il contesto in cui vive, e in cui è relegato? Prima di tornare di nuovo nel suo guscio di passività sociale nel quale non c’è solo la parola astensionismo? Che per fortuna farà pure rima con Associazionismo, ma almeno questa seconda parola è binomio dell’Italia più vera che vive e sopravvive in tante piccole macro realtà, tavole rotonde, marce della Pace, e quotidianità alla quale un Amministratore di un Condominio quale dovrebbe essere un Sindaco, potrebbero prestare più orecchio, e dare più spazi.

Poi posso giustificare e capire che sono gli stessi primi cittadini che si sono sdraiati in terra per protesta qualche settimana orsono, gli stessi che destano a lutto la loro fascia tricolore, e il loro interlocutore governativo prende lo sciopero quasi come una protesta novecentesca da tacitare in una cena ad Arcore del Lunedì Sera, per decidere i destini di un paese Ombra di Se Stesso.

Christian Condemi

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