Piombino: l’acciaieria vale meno di un pacchetto di caramelle

Apprendere da un’agenzia di stampa che Severstal ha ceduto ad una società il 50,8% della Lucchini per la cifra simbolica di un euro è alquanto singolare.
Nonostante dietro ci sia sempre il magnate Mordashov che con questi movimenti finanziari stabilizza le proprie società, il solo pensare che tali passaggi possano essere attuati gratuitamente, fa riflettere su come stia funzionando tutto il sistema.
Certamente tutto sarà avvenuto nella piena legittimità, di fatto il passaggio da una società ad un’altra vede comunque protagonista l’azionista di controllo di entrambe, come si suol dire, tutto rimane in casa, ma desta scalpore che qualcosa per noi piombinesi tanto importante, abbia una valutazione paragonabile ad un pacchetto di caramelle e non delle migliori.
Tutto quello che sta accadendo è frutto di un sistema avariato, non esiste più controllo, addirittura oramai spesso accade che le trattative e i passaggi societari siano frutto di accordi dove il denaro è solo virtuale.
Ci poniamo ovviamente molti quesiti su quale sarà il futuro della nostra industria pesante, ad oggi c’è l’impressione che soluzioni vere siano lontane, l’attuale proprietario vuole disfarsi degli stabilimenti, ma non trova acquirenti adeguati.
I fondi d’investimento interessati non danno troppe garanzie e per Mordashov solo sotto il profilo finanziario, per noi anche e soprattutto sul piano industriale, realmente siamo in un momento di transizione che non vede una via d’uscita in tempi brevi.
Dietro l’angolo c’è la crisi finanziaria che non si capisce se ha finito il suo corso oppure se non lo ha ancora avviato, inoltre una totale assenza di una politica industriale del Governo, che individui perlomeno una strategia a lungo termine.
Non sappiamo cosa accadrà per lo stabilimento Lucchini di Piombino e per tutto l’indotto che è già al collasso con responsabilità di Lucchini stessa che non paga le commesse e se lo fa fortemente in ritardo, insomma siamo in una situazione fortemente critica e di difficile soluzione.
Al di là dei proclami sugli investimenti, che tutti sappiamo bene che servono, ad oggi serve un compratore interessato continuare la produzione di acciaio sul nostro territorio, altrimenti sarà il buio, noi non possiamo che sperare, poiché mai come ora la siderurgia cittadina è stata totalmente indifesa ed in assoluta balia del mercato.

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