Giovani e Tremonti: quando la malpolitica butta nelle strade!

Mentre il Tremonti jackpot della manovra è fermo a 24 miliardi di euro, avendo in modo miope gambizzato i soli noti, nessuno ha pensato a quelle persone umili, usando un eufemismo, che non ci tengono ad apparire… quei fenomeni che se hanno una barca di dodici metri, la tengono sapientemente nascosta intestata al mitico prestanome del momento: infondo si.. avrà pensato dall’alto del suo pallottoliere Giulio, un po’ di riconoscenza per quei bravi cittadini che costruiscono ville senza avvertire nessuno, solo perché non vogliono caricare di lavoro gli uffici già congestionati di tutta Italia. Come biasimarli? E poi, rispetto a duecentocinquanta miliardi, i ventiquattro che vi chiede Tremonti cosa sono? Spiccioli, Spiccioli.
Stamattina, complice il caldo, sono uscito di stanza un po’ prima… la spiaggia libera poteva attendere qualche oretta. Spero non la vendano nel giro di pochi minuti; allora in attesa di vedere gli orari di una retrospettiva fotografica, nella famosa strade delle buche (preciso che ero Pisa), ecco passando da Borgo Stretto, la strada di mattina era solitamente vuota. Poi ecco da piazza Vettovaglie. Ecco giungere una musica che nel silenzio della via vuota accentuava e accompagnava nel viaggio. C’era un musicista: un ragazzo (?) sui 20-25, insomma classe ’84; giusto qualche anno piu di me. Era li con la chitarra che cantava De Andrè da dio. La sua faccia mi era familiare e la mia doveva esserlo per lui. Finita la canzone si avvicina e ci riconosciamo: un mio compagno delle scuole medie che ribeccai nel 2006 ai test di ingresso in università. Proprio Lui. Certo magari all’epoca si era più magro, piu bello e con piu capelli… ma era lui il musico della piazza. È un po’ imbarazzato, gli chiedo di automettersi in pausa e far due parole. Lui accetta, ma non prima di aver raccolto qualche spicciolo messo li dai turisti annoiati, i soliti nipponici che trovi a tutte le ore… Al bar parlottiamo un po’ finché non vado dritto al punto: “Perché sei in Piazza a suonare con una chitarra?”. Insomma sei un mio coinquilino di “scalate” e sono conscio perché consapevole su me stesso, che stacchi un bel biglietto per il lavoro nero, se il panorama circostante e desolante. Beh ecco, lui inizia a raccontarsi… sembrava la fotocopia di quanto ho gia sentito in questo anno di Cisl..

Sento una storia classica dei nostri giorni: laurea con lode in (udite udite)mera poi passato ad ingegneria, stage non rinnovato, call center di tamponamento, call center di resistenza, call center come precario impiego stabile, fanculo al call center. Colloqui promessi e non sostenuti. Centinaia di curricula inviati. Rientro a casa dai genitori: la sintesi delle peregrinazioni e disgrazie di un precario del nuovo millennio. La sua chitarra, da strumento per rimorchiare nella gita di scuola, da passatempo e momento di evasione, è diventata la sua busta paga.
Ci siamo salutati così, senza neanche prometterci di rivederci (non sia mai, avrà pensato lui) e poi ho proseguito con i miei pensieri, roba che ti vien voglia di mangiarti Il Tirreno se leggi i titoli dei soliti noti che giorno dopo giorno stanno fottendo con acrobazie incredibili, quanto resta di questa repubblica sonnacchiosa e senza timoniere. La chiameranno rassegnazione generazionale, ci faranno su qualche filmetto ben fatto.. ne parleranno sociologi e addetti ai lavori.
Come una sorta di nastro adesivo con la scritta Fragile.. mi sono dato un bel in bocca al lupo e ho iniziato la mia estate.

Christian Condemi

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