Governo di responsabilità nazionale. La saggia posizione del Partito della Nazione

GOVERNO: CASINI, DI RESPONSABILITA’NAZIONALE NON ANTI PREMIER
SENZA BERLUSCONI E LEGA SAREBBE ESECUTIVO DEBOLE (ANSA) – ROMA, 19 AGO

Credo che faccia bene Casini a ribadire questo concetto. Casini è stato il primo leader a chiedere (a Berlusconi) di fare un governo di responsabilità nazionale, per affrontare insieme la crisi e mettere in campo un governo che riuscisse, grazie ad una maggioranza politica più vasta, a fare le riforme necessarie (che per me sarebbero quelle di impronta liberale, proclamate da Berlusconi, dal 1994, in ogni campagna elettorale, ma che solo in minima parte è riuscito a fare in questi anni).
Ora, di fronte alla crisi del Popolo della Libertà, molti prospettano nuovi governi, tecnici o politici, per provare a superare definitivamente il berlusconismo. E’ una cosa che forse potrebbe affascinare tutti noi, me compreso. Ma Casini sa, come molti di noi, che anche se questa operazione “numerica” riuscisse in Parlamento, non sarebbe sopportata dalla maggioranza degli elettori (infatti saprebbe molto di trasformismo) e non produrrebbe comunque un governo capace di fare le riforme, perché sarebbe un governo di una parte contro Berlusconi. Le riforme invece si fanno per qualcosa e non contro una persona.
Credo quindi che in questa fase il partito della Nazione debba insistere sul concetto di responsabilità nazionale e ribadire, qualora si aprisse una crisi anticipata, l’importanza di costruire un governo che veramente cerchi le più ampie intese possibili tra le forze che hanno a cuore il futuro del paese. Fare questo senza il primo partito italiano credo sarebbe un’operazione impossibile.

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2 Risposte

  1. Mi stupisco quando il resto dell’opposizione chiede di far fuori Berlusconi. Un governo di responsabilità nazionale, di larghe intese ci basterebbe… le regole della democrazia vanno rispettate. Se il resto dell’opposizione non accetta rischia di far sfumare anche questo buon suggerimento.

  2. La voce del Paese..intendo il Paese quello reale..quello che ha perso la speranza di rialzarsi e non ha visto nessun miracolo economico paventato da fantomatici sondaggisti mascherati da fervidi europeisti,quando poi sono i primi ad avere in seno,dei capi popolo regionali (vedi lega nord).
    Parlano di elelezioni,di leadership consolidata,e intanto restano immobili,della serie finche la barca và,sono ridicoli. Dovrebbero per prima cosa,redistribuire ed investire sul futuro: giovani, lavoro, ricerca, formazione. Da qui passa la risposta alla crisi che rafforza il paese. Ma il Governo pare non accorgersene: taglia i servizi e gli enti locali, la ricerca, la scuola, la cultura, il welfare. E il Paese rischia di uscire dalla crisi molto peggiore di come c’è entrato.

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