Cresce l’UDC

Gli svizzeri cosa hanno prodotto? Gli orologi a cucù, Crespiricerche? Sondaggi, con una puntualità settimanale che fa invidia agli orologi svizzeri. La battuta sugli orologi a cucù è di Henry Lime ( Orson Welles) nel film noir Il terzo uomo. Rispetto al film,non ci sono sorprese in linea di massima, nei sondaggi nell’arco di tempo che va dal 15 al 22 giugno 2010. L’umore degli italiani, tutto sommato, è stabile, eppure, lievita la preoccupazione sulla situazione economica.


In 7 giorni, è cresciuta molto: dal 52,6% al 53,1%, abbastanza dal 29,8% al 30,7%, poco dal 10,9% al 10,2%, per nulla dall’0,35 all’0,2%. Come dire, gli italiani aspettano di leggere le carte della manovra economica anticrisi e vedere l’andamento della crisi internazionale. Pure il provvedimento sulle intercettazioni non ha alcun riverbero sul governo, anzi. Cos come l’affaire Cricca, con il coinvolgimento di alcuni ex ministri (Scajola e Lunardi) e di un capo partito( Verdini).

Chi ci sta perdendo, è la Lega che confusamente, passando dal federalismo fiscale alle minacce si secessione, porta a casa perdite. E, guarda caso, è il partito che cala in consensi, tant’è in un mese è passato dal 14,5% al 13%. In più, paga il prezzo di battute insensate sul tricolore, sull’inno di Mameli, sulla nazionale di calcio. Basta e avanza. Vero è che la Lega vuole spostare l’attenzione dei nordisti sull’identità, visto che sul piano degli interessi concreti e sul federalismo fiscale molta acqua ancora dovrà passare sotto i ponti. Oltretutto, puntando tutta la sua credibilità su una sola riforma che, per ragioni di forza maggiore, non potrà essere varata, fa la fine dei pifferi di montagna. Sicchè, nella Seconda repubblica la politica del territorio è il mantra, come nella Prima, era quella nazionale.
Insomma, sono cambiati i quattro punti cardinali della politica, quasi chè l’elettore non volesse prendere il largo e non volesse rischiare. Hegelianamente parlando: vorrebbe imparare a nuotare sulla sabbia, anzichè scendere in acqua. Il governo cresce di un ette: dal 47,8% al 48,0%, più 0,2%, mentre l’opposizione è ferma al palo: 25%. Berlusconi resta in sella anche se perde l’0,2%, passando dal 53,2% al 53%. Chi crede che sia in caduta libera, ha fatto male i propri calcoli. Anche perchè Bersani non riesce a crescere nonostante ce la stia mettendo tutta: è fermo al 25,0%. Non piace la sua narrazione politica, manca di appeal e ha poco look. Alla manifestazione del Palolottomatica ha fatto un discorso dal profumo antico, ossia da comunista emiliano, con molta grinta, ma non convincendo gli elettori per la mancanza di prospettiva e di ideali. D’altro canto, non poteva fare miracoli con un Pd, senza identità egemonizzato dagli ex Ds. A ben vedere, il Pd si regge solo sulla gamba ex comunista e quella ex Dc è amputata. Qualora si muovesse, comunque, farebbe danni e guasti, come nel caso della massoneria. Per non parlare, di un altro caso curioso, per cui non sapremmo se ridere o piangere: la contestazione dei nativi, contro il termine compagni, usato, peraltro, dall’attore Gifuni. Si sono ribellati coloro che, per la prima volta, si sono iscritti a un partito, cioè al Pd. Di là dai volti nuovi non c’è una voce nuova che dica qualcosa su cui ragionare, politicamente.

In un contesto in cui il Pd potrebbe giocare le proprie carte,non riesce a crescere, neanche, in verità, a calare. E’stabile al 27,0%. Chi decresce precipitosamente è l’Idv: dal 6,5% al 5,5%, meno 1%, mentre nella rilevazione del 1 giugno era all’8, 5%. Insomma, il moralizzatore moralizzato, Antonio Di Pietro, è in grosse difficoltà proprio sul suo campo di battaglia, la giustizia. L’ iscrizione sul registro degli indagati con le ipotesi di truffa e falso gli fa perdere l’aureola di Eroe di Mani pulite di fustigatore dei politici corrotti. Dio scampi quel paese che ha bisogno di eroi. Su questo concordiamo con Bertolt Brecht. Chi invece, va col vele al vento è l’Udc di Casini che passa dal 7,0% al 7,5%, più 0,5%.
Pure Sel di Vendola cresce e si attesta sulla soglia dello sbarramento della legge elettorale 4,0%. Se andassimo a votare oggid, Sel eleggerebbe i propri parlamentari. Rifondazione e i Comunisti sono fermi all’1,8%, altrettanto ferma la Lista Pannella Bonino: 1,5% e cos i Verdi: 0,9%. Mentre la destra sale al 2,0% , mentre prima aveva l’1,9% altrettanto Mpa dall’0,7% all’0, 8%. Molecolari incrementi. Per quanto riguarda il Partito socialista, non è pervenuta alcuna percentuale.
In quest’ultimo sondaggio di una giornata di mezza estate, il Pdl è ancora ampiamente in vantaggio. Non tanto per i suoi meriti quanto per i demeriti dell’opposizione.


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Elezioni Universitarie (CNSU), Arezzo: Vittoria storica di Unicentro con il 76% dei voti utili

A scrutini terminati, il risultato ad Arezzo delle elezioni universitarie per il rinnovo del CNSU è davvero senza precedenti. Il Polo Universitario Aretino, roccaforte da sempre della lista di sinistra dell’UDU, ha virato in maniera energica verso Unicentro, la lista di riferimento dell’Unione di Centro.
E’ notevolmente aumentata l’affluenza rispetto alle passate elezioni, questo ha fatto sì che i risultati oramai storicizzati potessero essere capovolti, così infatti è stato.
Unicentro ha raccolto il 76,7% dei consensi, nella seconda piazza, distaccatissimi, i ragazzi di Azione Giovani (lista di riferimento del PDL) con il 10,3%, l’UDU (il PD aggregata alla sinistra) è finita addirittura in terza posizione al 10%, staccatissimi all’1% Blocco Studentesco e i ciellini di Lista Aperta.
“Ringrazio – interviene Gianluca Enzo Buono, responsabile della comunicazione nazionale del giovanile Udc – tutti i ragazzi che con il loro contributo di idee, passioni, entusiasmo hanno reso di riferimento nel Polo Universitario Aretino Unicentro. Ringrazio in maniera particolare Giovanni Grasso che solo ad Arezzo ha toccato le 194 preferenze, un risultato davvero ecclatante”.
Occorrerà ora aspettare il voto degli altri atenei di Toscana, Lazio, Umbria e Abruzzo per vedere se avremo un aretino al CNSU, per i ragazzi di Unicentro/Udc Arezzo c’è già da festeggiare.

Elezioni universitarie, perché Unicentro?

Elezioni universitarie, Buono: appello al voto per Giovanni Grasso ed Unicentro

Oggi, dalle 8,30 alle h. 19, e domani giovedì 13 maggio, dalle 8,30 alle h. 14, gli studenti universitari di tutta Italia avranno la possibilità di eleggere i propri delegati presso il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, CNSU. “L’Italia – dice Gianluca Enzo Buono, responsabile nazionale comunicazione Udc – va azzerando i fondi per la ricerca e la formazione, le professioni sono sempre di più un testimone che passa di padre in figlio, la società si è bloccata, il merito conta sempre di meno. I giovani hanno però voglia di reagire, vogliono giocarsi le proprie carte, per questo si impegnano nella politica universitaria, con una presenza continua”. Continua Buono: “Ad Arezzo, dove le voci di un ridimensionamento sono state molteplici in questi mesi, Unicentro, la lista universitaria di riferimento anche dell’UDC, è particolarmente presente, in piena autonomia, con una continua attività e la presenza in ogni organo elettivo. Con il candidato aretino Giovanni Grasso pensiamo di centrare un grande risultato”. Giovanni Grasso, 20 anni, iscritto al II anno del corso di Laurea in Infiermieristica ad Arezzo, è l’unico candidato aretino candidato nella competizione nazionale, è pertanto il candidato dei corsi e facoltà di Arezzo; si potrà comunque votarlo anche negli altri Atenei di Toscana, Umbria, Lazio e Abruzzo. Sarà possibile sostenerlo scrivendo il cognome GRASSO e barrando il simbolo di Unicentro. Tutti gli studenti dell’Università di Siena in Arezzo potranno votare presso la Facoltà di Lettere e Filosofia al Pionta, palazzina uomini aula 12. Per votare occorre presentarsi al seggio con un documento.

Toscana: meglio eletti o nominati?

Chi segue le cronache politiche in Toscana non può non aver notato il “ripensamento”, chiamiamolo così, del candidato PD alla Presidenza della Regione, Enrico Rossi. Nelle sue ultime dichiarazioni si dice favorevole al ripristino delle preferenze! Premettendo che la Toscana è l’unica regione d’Italia (d’Europa?)  a non prevederle nella legge elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale, l’affermazione potrebbe apparire ai più distratti lodevole. Ma facciamo un po’ d’ordine : quando l’anno scorso è stata varata la nuova legge elettorale della regione è stato proprio il PD a non volere il ripristino delle preferenze (che gli obamiani d’Italia, i democratici, avevano cancellato nel 2004) con il favoreggiamento del PDL, sulla cui linea regionale non credo ci sia molto da dire, non seguendo il PDL alcuna linea.
Ora la la riflessione si può sviluppare su due punti. Il primo : ma dove era Enrico Rossi quando il suo partito ha preso la decisione che ha preso? E dove era quando l’Unione di Centro ha fatto una battaglia a tutto campo per il ripristino delle preferenze, con la campagna “Meglio eletti che nominati!”? Il secondo: si ammetterà che la tempistica delle sue affermazioni è quanto meno discutibile. La questione è seria e riguarda anche, soprattutto, la legge nazionale.
La possibilità di scegliere i propri rappresentanti è un questione di democrazia, non è possibile che siano le segreterie di partito a scegliere i “rappresentanti” per poi far ratificare il tutto con il voto popolare a giochi fatti. Elio Vittorini scriveva : “Ci piaccia o no, accettiamo la storia di cui facciamo parte”. E quella di Enrico Rossi è quella di chi appartiene ad un partito che si è preso la responsabilità di privare i cittadini del diritto alla rappresentanza, quella vera, quella basata sul rapporto col territorio.

Perchè è importante andare a votare

Nell’edizione di mercoledì del Corriere Fiorentino è apparsa un’interessante lettera di , già giovane segretario provinciale del partito socialista fiorentino, che deluso dalla politica in Toscana afferma che non andrà a votare proprio perché ama la politica (il suo articolo:  Non andrò a votare perchè amo la politica).

Prendo spunto da questa lettera per alcune considerazioni. Le cose che dice sono assolutamente condivisibili anche se io rimango dell’idea che rinunciare al diritto – dovere del voto sia sempre e comunque sbagliato.
Credo tra l’altro che ci siano le condizioni, anche in Toscana, per provare ad esercitare un voto utile, seppure all’apparenza minoritario.
E’ il voto che gli elettori possono esprimere scegliendo l’Unione di Centro, forza politica di cui faccio parte. Da sempre, seppure con posizioni numeriche limitate, si batte in Toscana all’interno e fuori dalle varie istituzioni, contro quello che Ciuffoletti definisce il “regime” toscano. Lo ha fatto e lo fa, con il rispetto istituzionale di una forza responsabile e moderata, ma con l’energia di chi è sempre stato e continua a stare all’opposizione non tanto perché quelli del Partito Democratico sono ancora comunisti, come qualcuno del PDL continua a urlare, ma perché nelle nostre amate terre si respira un’oppressiva commistione tra cultura, economia e politica. E in questo senso il futuro rischia di essere ancora peggiore vista la linea politica ancora più a sinistra portata avanti dal candidato Rossi che fa accordi con la sinistra radicale e la sinistra giustizialista dell’Italia dei Valori.
Così come l’Unione di Centro è l’unica che in questi anni si è battuta in maniera coerente contro i vari inciuci Pd-Pdl, che hanno portato alle modifiche elettorali per le regionali del 2005 e di quelle di pochi mesi fa. E’ l’unica che ha chiesto e si è battuta per il ripristino delle preferenze, così da dare ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Senza di queste, con le primarie che mostrano carenze evidenti, le segreterie dei partiti decidono tutto e la democrazia dei partiti è sempre più a rischio. L’impressione che il Pdl in Toscana non voglia creare le condizioni per l’alternanza appare sempre più evidente e non da oggi. Rafforzare l’Unione di Centro attraverso il voto di marzo potrebbe essere quindi un primo seme per creare uno schieramento più ampio e provare a superare questo bipolarismo malato, e nella nostra regione, profondamente bloccato.
Insomma credo che l’Unione di Centro possa rappresentare, con tutti i propri limiti, l’unica vera alternativa in queste elezioni. Da domani però, se vorrà veramente incidere in Italia e in Toscana, dovrà avere la forza di essere molto più aperta e dialogante con i cittadini che, come Ciuffoletti, non ne possono più di questa situazione e riuscire ad aprire il partito a tutti coloro che, all’interno del Partito Democratico e del Partito della Libertà, soffrono questa situazione. Dovrà insomma riuscire ad andare oltre l’unione di centro costruendo un nuovo partito che unisca su pochi e saldi principi le forze più dinamiche e responsabili del Paese e della Toscana. Se sarà capace di questo potrà veramente rappresentare quell’alternativa per molti cittadini delusi, altrimenti sarà un’altra occasione persa e il finto bipolarismo Pdl-Pd ne uscirà rafforzato.

PD e PDL in Toscana, due facce della stessa medaglia

Anche oggi l’ennesima notizia, l’ennesima conferma in Toscana esiste un inciucio di cui nessuno parla ma che è bene evidente quando si arriva alla vigilia elettorale.

Eccoci di fronte ad una legge elettorale che “elimina le preferenze e scoraggia le alleanze elettorali”, una legge che assegna al consiglio regionale candidati già stabiliti “sulle preferenze servono una meditazione e una cultura molto maggiori” disse il Presidente Martini dopo l’approvazione della legge, d’altronde in Toscana siamo “grulli” e che vuoi, è bene che non scegliamo da soli chi ci deve amministrare. Con lo sbarramento al 4% la legge premia la maggioranza ma anche il partito di minoranza più forte ergo premia PD e PDL, ma in fondo è questo che volevano quando la legge è stata votata, eliminare le altre forze spartirsi il “bottino” elettorale in consiglio e lasciare la regione Toscana agonizzante.

Il candidato Rossi vorrebbe far credere di avere idee per una Toscana nuova, dimenticandosi che fino ad oggi la Toscana è stata governata dal PD e oltre ad un grande spreco di soldi non è stato fatto nulla che potesse risollevare le sorti di questa Regione a partire dal lavoro, dalla tutela dell’agricoltura e infine dalla gestione degli immigrati. Vi è una Toscana meridionale completamente dimenticata, in cui le infrastrutture e lavoro sono optional e che non avrà neppure la possibilità di avere molti rappresentanti in Regione, vista la legge elettorale vigente.
Dall’altra parte il candidato del PDL Faenzi, già sindaco di Castiglione della Pescaia, segno evidente del non interessamento da parte del PDL di governare questa roccaforte “rossa”; il programma?? Togliere i soldi destinati alla Festa della Toscana per diminuire le tasse, un pò pochino mi sembra, considerando che non credo che con quei soldi possa avvenire una grande detrazione fiscale.

L’impressione è che in questi proclami ci sia solamente populismo e poca attenzione ai problemi reali della nostra gente nessuno ha pensato ai giovani alla loro formazione al loro lavoro, nessuno ha pensato alle famiglie alla difficoltà che hanno ad andare avanti, nessuno ha considerato che per una prestazione sanitaria il tempo di attesa medio sono 3 mesi e nessuno ha considerato che anche in Toscana sarebbe utile un CIE per l’identificazione o l’espulsione degli immigrati che non rispettano le leggi.

Ops forse qualcuno nel programma queste cose le ha messe, il candidato dell’UDC Bosi, loro corrono da soli per dare alla gente l’opportunità di scegliere la vera alternativa… ma non vorrei sembrare troppo di parte!

Qualche considerazione su persone e programmi

Siamo in  periodo di alleanze e programmi, siamo in periodo di promesse, di buoni propositi e di molte chiacchiere. È difficile per un cittadino fidarsi ancora, in fondo Berlusconi ha dato prova di essere bravo comunicatore e oratore in campagna elettorale ma quasi nessuno dei suoi propositi è stato poi realizzato, certo la magistratura lo perseguitava, ma comunque non è stato fatto nulla.

Eccoci dunque qui, appartenenti ad un partito “scomodo” che tutti tentano di eliminare perché a sentir loro non conta nulla, ma poi invece quando si arriva alla resa dei conti è l’unico partito che con la gente parla, che ascolta tutti e che cerca di difendere e sostenere valori fondamentali della società.

Per quanto riguarda le regionali qui in Toscana abbiamo una grande opportunità: la Faenzi sindaco di Castiglione, non è un gran candidato per un PDL che non vuole vincere e benché abbia già la vittoria in tasca, anche Rossi è l’ennesimo nome mediocre in una regione dove ormai è talmente scontato vincere per il PD che non ci si spreca più di tanto in nomi validi e in programmi a favore dello sviluppo (v. nel passato prossimo Martini); cosa può fare l’UDC? Magari vincere sarà utopico ma sicuramente abbiamo il dovere di crescere, Bosi è personaggio valido, la sua voglia di ascoltare la gente è lodevole e ottimo sarà sicuramente il programma vista l’attenzione allo sviluppo, alle famiglie, all’immigrazione  e ai giovani (cosa che non ha fatto ancora nessuno!).

Abbiamo il dovere di far capire alla gente che può contare su di noi! Altro che due forni, la nostra scelta è quella di sacrificare le poltrone per ascoltare e stare dalla parte del cittadino; scelta controcorrente, lontana dalle logiche della politica di oggi ma che ci darà ragione, siamo noi l’unica alternativa!

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