L’Iran risparmi la vita a Sakineh

Il regime iraniano continua imperterrito a violare i diritti universali dell’uomo ed in particolar modo rivolge il suo accanimento verso le donne che sono costrette a subire soprusi sia in famiglia che nella società.
La vita umana in quel paese non è assolutamente rispettata, tantomeno quella delle donne, che rischiano la pena capitale esclusivamente per aver dato sfogo ai propri sentimenti.
In questo momento si trova in attesa di esecuzione di una sentenza di morte per lapidazione Sakineh Mohammadi Ashiani condannata per adulterio.
La comunità internazionale a tutti i livelli ha intrapreso una campagna di sensibilizzazione per salvarle la vita con iniziative di ogni genere.
I vertici del regime iraniano hanno momentaneamente rinviato l’esecuzione per le forti proteste arrivate da più parti, che lasciano intravedere una possibile disponibilità a rivedere la sentenza.
Condanniamo con fermezza ogni tipo di barbarie, oltraggio alla vita e gesto disumano, ci uniamo alla campagna internazionale in difesa di Sakineh Mohammadi-Ashtiani ed all’abolizione della pena di morte nel mondo, presupposto affinche’ in tutti i paesi si affermi il valore assoluto della vita.
Auspichiamo che il governo iraniano rifletta attentamente su questa vicenda e trovi un’adeguata soluzione per evitare questo abominevole gesto di violenza, risparmiando così la vita a Sakineh Mohammadi-Ashtiani.

Capire la politica estera della Turchia. Un ricordo di mons. Padovese

Ormai sono riusciti a far credere che se la Turchia non è ancora Stato membro, la colpa è della Comunità europea: lo stesso ministro degli esteri turco lo ha detto ieri al nostro TG1. Si certo, è il dogma dell’Immacolata concezione della nazione turca. Lo stesso dogma che fa rifiutare il genocidio cristiano-armeno. È un fatto che più l’attuale governo AKP parla di Europa, più vi si allontana. Più s’islamizza e più la sua gente non vuole l’Europa, a parte poi emigrarvi in cerca d’oro.  

Un buon teologo islamico rigetta la tesi d’integrazione della cultura islamica in quella europea. Da noi solo la Lega Nord urla che non li vogliamo perché sono islamici. Il buon cittadino europeo non ha problemi ad accettare il diverso di fede o di razza… anzi qua ormai si eccede di individualismo e di relativismo.

In realtà in Turchia è esplosa alla luce del sole l’intolleranza religiosa in salsa di nazionalismo. Ovviamente c’è scappato il morto, i morti. L’elenco è lungo riguardo alle uccisioni, attentati, violazioni di diritti umani riconosciute anche a Strasburgo che sono avvenute in questi ultimi anni. L’Italia ha poco da insegnare in merito alla libertà di stampa ma se qualcuno sbaglia parole a scrivere riguardo alla Turchia rischia di morire o di venire espulso. Ovviamente colpa del pazzo di turno, non del governo.

In realtà il governo ha le sue responsabilità: non basta dispiacersi degli episodi di violenza, occorre fare un’opera di controcultura, di accoglienza non meramente con qualche “riformina” sterile (non votando Lega Nord io almeno lo posso dire). Continuamente sui media turchi vi è una vera e propria invocazione alla guerra santa. Due giorni fa il quotidiano Hürriyet, una delle maggiori testate turche, riportava un articolo pieno di falsità, di un giornalista turco residente a Roma, contro mons. Padovese e quindi contro il mondo cattolico (una vera e propria sorta di terrorismo giornalistico). Propaganda come queste mettono in serio pericoloso l’esistenza della comunità cristiana in Turchia. Parlare così comunque mette in pericolo la vita di chi scrive e questo lascia capire tante altre cose.

Il governo turco chiude youtube ma lascia aperti i portali degli hacker; scambia uranio con l’Iran, litiga con Israele (“i rapporti con Israele dipendono dal suo comportamento” dice il ministro degli esteri turco, di nuovo si da la colpa agli altri), detta condizioni… ormai la sua non è più una politica filoccidentale. È come si dicessero: “la pace fra occidente e mondo islamico dipende da noi e quindi fate come diciamo”. Allora la pace non è il vero interesse ma un pretesto…

Ma in Italia vige il dogma assoluto della Turchia in Europa, senza condizioni e a pieno titolo (basti vedere l’ultimo convegno di ieri). Sia che governi il PD che governi il PDL è così. Nemmeno l’uccisione del presidente dei vescovi turchi, italiano e persona intellettualmente dotta, ha mosso il ministero degli esteri Frattini, che è apparso del tutto cinico al dolore di migliaia di cristiani turchi abbandonati. L’assassino di Padovese non era un pazzo, ma un musulmano che ha agito per la sua fede, figlio dell’ex-sindaco della città sede episcopale. Ha ucciso Padovese, come racconta AsiaNews, secondo un rituale islamico, credendo di rendere culto a Dio. Uno Stato italiano che in questa vicenda è stato negligente, governo e diplomazia (denuncia il Corriere). Ai cristiani in Turchia servirebbero i caschi blu dell’ONU, ormai,  Erdoğan ha riconosciuto, gli autori di questi atti di violenza si sono infiltrati nelle istituzioni: polizia e governo.

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