Piombino: Alienazione beni pubblici per finanziare “Città Futura”

Le alienazioni dei beni pubblici sono uno strumento utile per dare fiato alle casse dei diversi enti, in particolar modo i comuni ne usufruiscono date le difficoltà di bilancio degli ultimi anni.
Certamente privatizzare strutture adibite a servizi per i cittadini che per anni le hanno utilizzate spesso provoca reazioni comprensibili, ma è ovvio che le amministrazioni debbano perseguire le loro linee programmatiche nonostante suscitino malumore nell’opinione pubblica.
Diamo atto al Sindaco di essere estremamente fermo nelle sue decisioni ed apprezziamo il piglio con ll quale si prodiga a tentare di realizzare i progetti in cui crede fermamente, anche quando sono di difficile realizzazione.
Allo stesso tempo però è ovvio che non possiamo non esimerci da stimolare un dibattito su quelle situazioni che non ci convincono e soprattutto non convincono anche una parte dei cittadini.
Noi abbiamo più volte sostenuto che il progetto di “Città Futura” ci ha sempre lasciato perplessi ed in effetti fin dall’inizio abbiamo sostenuto che strada facendo si sarebbe ridimensionato, come in effetti è accaduto, ma la cosa che opportunamente vogliamo evidenziare è il metodo utilizzato per recuperare una parte dei finanziamenti da investire in quell’opera.
Ben vengano i soldi della regione ed anche quelli degli eventuali privati interessati, ma un minimo di riflessione bisogna farla sulla vendita dei beni comunali ( l’ex circolino Ilva, il campo di Montemazzano etc.) che sono stati per anni punto di riferimento importante per la città.
Con questo non vogliamo dire che tutto debba rimanere come era in passato, tutt’altro, una città si deve evolvere modificando il suo aspetto strutturale ed infrastrutturale, ma un colpo di spugna così rapido non può non lasciare perplessi.
Gli interessi sono molteplici, forse anche troppi, per questo motivo alcune cose andrebbero a nostro avviso vagliate più attentamente e preparate adeguatamente, invece al contrario spesso tutto accade in modo repentino e senza una dovuta preventiva informazione.
Ci teniamo a sottolineare che il patrimonio storico della città passa anche attraverso quei beni pubblici che con pieno diritto l’amministrazione ha deciso di alienare, ma che sono una parte importante del vissuto cittadino e come tali appartengono a tutta la nostra comunità e meritano comunque rispetto.

Francesco Cossiga è morto

Addio indomito picconatore. Le tue verità non piacevano quanto i tuoi silenzi. Con te muore una parte importante della storia dello Stato italiano degli ultimi 50 anni. Sei stato un politico di razza, di quelli che oramai non esistono quasi più. Conoscevi tutto di quel mondo ai più sconosciuto e questa è stata la tua croce fino alla morte.

Piombino: Il futuro della Lucchini è sempre più incerto

Il futuro della Lucchini è sempre più incerto, gli incontri fra Istituzioni e vertici aziendali non hanno fatto emergere novità, se non qualche chiarimento, peraltro già ampiamente ipotizzabile.
L’impressione è che non ci siano piani industriali concreti per rilanciare il gruppo, ma esclusivamente un tentativo di riuscire ad essere credibili con le banche per l’ingente indebitamento.
L’unica cosa concreta che abbiamo colto è l’esigenza di trovare al più presto un acquirente che prenda il posto del gruppo di Mordashov e che ritenga strategico lo stabilimento di Piombino.
La realtà purtroppo è questa, non ci sono al momento certezze, ma solo forti dubbi che possono essere leniti solo dal fatto che le Istituzioni hanno fatto quadrato tutte insieme per difendere il patrimonio siderurgico del nostro territorio.
Abbiamo la netta impressione che ancora una volta si giochi una partita sulla testa dei lavoratori piombinesi per tutelare interessi di parte dei gruppi industriali e finanziari.
Il nostro auspicio è che comunque si riesca a dare un futuro al più presto alle nostre fabbriche, è impensabile che un patrimonio umano ed industriale di questo genere possa essere lasciato nelle mani di chi ha chiaramente dichiarato di non avere più interesse a produrre acciaio in Europa.

Piombino: Il capitale umano di ATM non si può svendere

La nuova società di trasporto pubblico locale che ingloberà la nostra ATM può essere un’opportunità per il trasporto pubblico locale, perlomeno è quello che tutti si aspettano, lavoratori compresi, certamente è opportuno che non si stravolgano i rapporti rispetto al passato.
E’ impensabile che non possano esserci dei cambiamenti nella conduzione societaria, è ovvio che ciò accada, ma non devono esserne i dipendenti a farne le spese, altrimenti sarebbe difficile far decollare serenamente tutta l’operazione.
Non è il momento di rivangare il passato cercando di elencare le problematiche che ci sono state all’interno di ATM che hanno in parte destabilizzato i rapporti all’ interno dell’azienda, perlomeno nella fase precedente all’ultima gestione, allo stesso tempo non possiamo neanche credere che il nuovo corso possa iniziare con il piede sbagliato.
Lo abbiamo detto senza timori che ATM è stata gestita male, allo stesso modo abbiamo sostenuto che la prospettiva di accorpamento con altre aziende sarebbe stata una soluzione per far sopravvivere il trasporto pubblico locale, anche stavolta non ci sottrarremo da valutare in modo attento gli sviluppi che sta avendo la trattativa fra nuova società e sindacati per tutelare gli interessi del servizio sul nostro territorio e dei lavoratori piombinesi.
Non accetteremo svendite in nessun senso, l’ATM non è certamente il fiore all’occhiello delle aziende partecipate, ma il suo valore in termini di capitale umano è un patrimonio importante della nostra comunità.
Il nostro auspicio è che si possa trovare un’ accordo che accontenti tutti e che non penalizzi troppo il nostro trasporto pubblico locale ed i lavoratori dell’ATM rispetto al passato.

Piombino: Facciamo qualcosa contro il vandalismo gratuito

Ancora atti di vandalismo oltre agli episodi di Via Colombo e Via Boccaccio, anche in Via Cavalleggeri nell’ultima settimana sono stati spaccati con sassate i vetri di 3 auto.
Purtroppo fenomeni di questo tipo si moltiplicano in città, nonostante i controlli delle forze dell’ordine, che chiaramente fanno quello che possono, ma ovviamente non riescono ad essere ovunque nello stesso momento.
I cittadini colpiti chiedono reazioni forti da parte delle Istituzioni, ma le soluzioni a disposizione sono poche e difficilmente si possono trovare i responsabili, che di solito colpiscono nel buio ed in zone appartate.
Se un deterrente esiste, al di là di stimolare a tutti i livelli il rispetto per le cose altrui, sarebbe un sistema tipo “Grande Fratello” con il controllo tramite telecamere delle zone più critiche della città.
Chiaramente ciò implicherebbe problematiche sul diritto dell’essere umano a tutelare la propria vita privata, nonostante esistano norme specifiche in materia di privacy.
In molte realtà sono già state introdotte telecamere per garantire la sicurezza sul territorio, peraltro anche per il controllo del traffico sono ampiamente utilizzate, bisogna riflettere attentamente sull’eventualità di poterle introdurre eventualmente anche da noi.
L’utilizzo sarebbe molteplice, non solo per gli atti vandalici, ma anche per garantire la sicurezza in genere.
Questa è una riflessione e non una proposta concreta, d’altronde un controllo serrato del territorio di questo tipo può essere possibile solo con il supporto autorevole dei cittadini, è opportuno che si eviti di dare la percezione che si stia istaurando uno Stato di Polizia.
A nostro avviso è il momento di introdurre questo argomento nel dibattito pubblico locale, o perlomeno al di là delle opinioni di ciascuno, capire che tipo di interventi possano essere attuati per limitare il ripetersi di atti di vandalismo gratuito da parte di balordi che arrecano inutilmente danno alla nostra comunità.

Piombino: l’acciaieria vale meno di un pacchetto di caramelle

Apprendere da un’agenzia di stampa che Severstal ha ceduto ad una società il 50,8% della Lucchini per la cifra simbolica di un euro è alquanto singolare.
Nonostante dietro ci sia sempre il magnate Mordashov che con questi movimenti finanziari stabilizza le proprie società, il solo pensare che tali passaggi possano essere attuati gratuitamente, fa riflettere su come stia funzionando tutto il sistema.
Certamente tutto sarà avvenuto nella piena legittimità, di fatto il passaggio da una società ad un’altra vede comunque protagonista l’azionista di controllo di entrambe, come si suol dire, tutto rimane in casa, ma desta scalpore che qualcosa per noi piombinesi tanto importante, abbia una valutazione paragonabile ad un pacchetto di caramelle e non delle migliori.
Tutto quello che sta accadendo è frutto di un sistema avariato, non esiste più controllo, addirittura oramai spesso accade che le trattative e i passaggi societari siano frutto di accordi dove il denaro è solo virtuale.
Ci poniamo ovviamente molti quesiti su quale sarà il futuro della nostra industria pesante, ad oggi c’è l’impressione che soluzioni vere siano lontane, l’attuale proprietario vuole disfarsi degli stabilimenti, ma non trova acquirenti adeguati.
I fondi d’investimento interessati non danno troppe garanzie e per Mordashov solo sotto il profilo finanziario, per noi anche e soprattutto sul piano industriale, realmente siamo in un momento di transizione che non vede una via d’uscita in tempi brevi.
Dietro l’angolo c’è la crisi finanziaria che non si capisce se ha finito il suo corso oppure se non lo ha ancora avviato, inoltre una totale assenza di una politica industriale del Governo, che individui perlomeno una strategia a lungo termine.
Non sappiamo cosa accadrà per lo stabilimento Lucchini di Piombino e per tutto l’indotto che è già al collasso con responsabilità di Lucchini stessa che non paga le commesse e se lo fa fortemente in ritardo, insomma siamo in una situazione fortemente critica e di difficile soluzione.
Al di là dei proclami sugli investimenti, che tutti sappiamo bene che servono, ad oggi serve un compratore interessato continuare la produzione di acciaio sul nostro territorio, altrimenti sarà il buio, noi non possiamo che sperare, poiché mai come ora la siderurgia cittadina è stata totalmente indifesa ed in assoluta balia del mercato.

Piombino: SEL si legga attentamente la legge 194

SEL si legga attentamente la legge 194
Riteniamo doveroso intervenire, dopo alcune affermazioni a nostro avviso profondamente incoerenti apparse sulla stampa, a commento dell’iniziativa tenuta da Sinistra ecologia libertà di Piombino sulla pillola RSU 486 e sulla legge 194.
Al di là delle opinioni personali di ciascuno, che noi doverosamente rispettiamo, pur essendo dichiaratamente antiabortisti, vorremmo sottolineare un passaggio di Sel che ci ha lasciato alquanto sconcertati.
Il riferimento è alle testuali parole: “è emerso anche come l’aumento dei medici obiettori e la crescente riprovazione sociale, costituiscano un grave passo indietro nella crescita civile e culturale del nostro paese”.
Vorrei ricordare agli amici di Sel, che la libera scelta è il punto cardine di una società impostata sulla democrazia di fatto, dove ciascuno ha la possibilità di esprimere il proprio dissenso su questioni etiche e morali, ma non solo, attraverso anche il proprio comportamento.
L’obiezione di coscienza è un diritto, che soprattutto l’area culturale da cui supponiamo che una parte di Sel provenga, ha sempre sostenuto ed esercitato, vorrei ricordare ad esempio che ciò accadeva quando il servizio di leva era obbligatorio, per cui fu promulgata la “ legge Marcora” (legge n° 772 del 15 dicembre 1972) e che per quanto riguarda i medici ginecologi è disposta dall’art 9 della legge 194 del 22 maggio 1978.
La nostra non vuole essere una polemica ne tantomeno una difesa d’ufficio per gli obbiettori, ma esclusivamente un atto di chiarezza a sostegno di un principio democratico nel quale noi profondamente crediamo.
Ricordiamo, che senza il contributo dei cattolici impegnati in politica, la legge 772 del 1972 sull’obiezione di coscienza e la legge 194 del 1978 sull’ interruzione volontaria della gravidanza, non sarebbero potute essere promulgate, dato che all’epoca le maggioranze parlamentari erano chiare e limpide.
Pertanto inviterei gli amici di SEL di Piombino, nonché il loro leader nazionale Nichi Vendola (dichiaratamente contro i medici ginecologi obiettori in Puglia), a rileggersi adeguatamente la legge sull’IVG ed ad interpretarla in modo corretto, dato che ne sono legittimamente strenui difensori.

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